A3: troppi rischi per un’autostrada. Il commento di Rocco Sicoli
Rocco Sicoli - Candidato al Consiglio Regionale Lista "Io resto in Calabria" 10/03/2010
Percorrere l'autostrada A3 da Altilia-Grimaldi a Falerna è un calvario in cui molti calabresi quotidianamente incappano: code, traffico e rischi al di sopra della norma sono ormai scontati per i tanti pendolari su gomma. Come dimostra l’ennesima chiusura odierna di tutto il tratto della A3 nella provincia di
Cosenza, per frane che bloccano la carreggiata, il territorio attorno all’autostrada è fragile e andrebbe tutelato e rispettato, onde evitare problemi alla viabilità e tragedie come quella del 25 gennaio 2009. Questo è l’aspetto cui forse nessuno dedica la dovuta attenzione. Infatti, basta guardarsi in giro mentre si è fermi in una delle tante code causate dai lavori di ammodernamento, per vedere che la nostra Calabria è deturpata senza alcun riguardo. I recenti casi di dissesto idrogeologico non ci hanno insegnato nulla e tutto procede nel totale silenzio fino alla prossima tragedia. Il territorio nel tratto di autostrada soggetto ad adeguamenti è violentato quotidianamente, non solo dai “normali” cantieri che lavorano alle gallerie e ai nuovi viadotti, ma da tutto quello che ruota intorno ad essi. Le colline sono disboscate selvaggiamente per fare spazio a strade che i camion e le ruspe devono percorrere, i fiumi e le fiumare vengono riempite di detriti e molto probabilmente utilizzate come aree di scarico per gli oli minerali esausti, il lavaggio dei mezzi e gli scarichi dei tanti macchinari a disposizione delle ditte appaltatrici. Per non parlare dell'inquinamento dell'aria a causa delle polveri di scavo. Insomma, tutto è concesso purché la A3 vada avanti, ma abbiamo ben compreso qual è il prezzo che stiamo pagando e che i nostri figli continueranno a pagare? Lavorare celermente vuol per forza dire deturpare l'ambiente senza alcuna regola? Il panorama desolante di quelle zone è paragonabile a quello di cave e territori minerari in cui tutto è concesso pur di portare alla luce metalli preziosi, e questo non può essere ritenuto normale e tollerabile da chi governa una regione fragilissima dal punto di vista ambientale. Tutte queste trasformazioni, avvenute per mano dell'uomo, siamo certi che non porteranno ad altre frane come quella di Maierato o a danni alle nuove infrastrutture della stessa A3? Forse un maggiore "sano" controllo non guasterebbe e permetterebbe a tutti di lavorare con maggiore tranquillità limitando al massimo i danni all'ambiente e gli incidenti agli operai dei cantieri, incidenti che già nel 2010 hanno già causato morti e feriti.
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